 | news: Fasce di reperibilità in caso di malattia, si torna all’ora d’aria? |
L’intenzione è stata espressa dal ministro Brunetta a seguito dell’innalzamento di circa il 20% delle assenze nella Pa riscontrato ad agosto e settembre quando si è tornati alle 4 ore canoniche: “ho sbagliato e mi dovrò correggere”. La strada è già segnata: nel decreto attuativo della L.15/2009 è previsto che per reintrodurre l'obbligo di 11 ore basterà un decreto ministeriale.
Un’altra notizia che non farà certamente
piacere ai dipendenti della scuola: il ministro per la Pubblica
amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, starebbe seriamente
valutando il modo di reintrodurre delle fasce di lunga durata giornaliera
per la reperibilità dei dipendenti statali malati da sottoporre a visite
fiscali. Secondo lo stesso Ministro la decisione presa in estate dal
Governo, di
tornare alle canoniche quattro ore giornaliere (tra le 10 e le 12 e tra
le 17 e le 19) di obbligo di permanenza a casa, ed abbandonare, dopo un anno
di “risultati clamorosi”, la strada dell’iper-controllo (11 ore
complessive, 8-13 e 14-20, con una sola ora per uscire a fare la spesa)
sarebbe alla base di un nuovo innalzamento dell’assenteismo da arrecare a
motivi di salute.
Il campanello d’allarme era suonato ad
agosto, quando, dopo un anno di percentuali di riduzione record delle
giornate non lavorate per malattie (secondo le stime del dicastero della Pa
addirittura tra il 30 e il 35%), i dipendenti pubblici hanno prodotto un
sorprendente +16,7 ore di malattia. Agosto però, è un mese anomalo. Molto
dipendenti vanno in ferie. E, complice il bel tempo, una parte potrebbe aver
deciso di assentarsi dal lavoro qualche giorno in più approfittando proprio
delle fasce meno "opprimenti". Una curiosità: i picchi di assenze in agosto
per motivi di salute (con incrementi superiori al 50%), tra l’altro
pubblicati sui siti ministeriali voluti dallo stesso ministro veneziano,
sono stati fatti registrare proprio tra gli impiegati statali in capo alle
amministrazioni centrali (con in testa quelli del Miur e dello stesso
Ministero guidato da Brunetta).
Il motivo del ritorno alle assenze
eccessive non era però da ricondurre alle ferie. A settembre la tendenza
anziché ridursi è addirittura aumentata sforando il 20% rispetto al passato.
A quel punto Brunetta non ci ha pensato due volte ed è tornato alla carica
rilasciando delle dichiarazioni che non lasciano presagire nulla di buono
per i lavoratori: “L’assenteismo nella pubblica amministrazione – ha
detto il Ministro - è tornato ad aumentare: ho sbagliato e mi dovrò
correggere”. Le premesse per un ritorno all’ora d’aria, così l’hanno
ribattezzata i sindacati, ci sono tutte: nel decreto attuativo della Legge
15/2009 di riforma della pubblica amministrazione, approvato il 9 ottobre
dal Consiglio dei Ministri, e prossimo alla pubblicazione in Gazzetta
ufficiale, contiene una norma che delega proprio al Ministro per la Pubblica
amministrazione e l'Innovazione il potere di decidere le fasce di
reperibilità in caso di malattia. Così per tornare alle 11 ore di
reperibilità basterà un semplice atto ministeriale.
Prima però il Ministro dovrà studiare bene il
provvedimento: sul decreto legge 112, approvate nell’estate del 2008, sono
piovute accuse di anti-costituzionalità da parte dei sindacati. Le
contestazioni si sono concentrate sull’iniquità del provvedimento rispetto
al trattamento dei dipendenti privati (rimasti alle quattro ore
tradizionali). E proprio questi rilievi, prodotti attraverso una serie di
ricorsi legali collettivi ed individuali, avrebbero indotto il Ministro
a tornare sui suoi passi. Ma solo per poche settimane. Il personale della
scuola, che si sentiva già vessato per la mancata applicazione della
decurtazione in busta paga dei colleghi in divisa (forze armate, polizia e
vigili del fuoco), può fare il conto alla rovescia: per il ritorno della
tassa sulla "fiducia" è solo questione di tempo.
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